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Seconda congregazione generale del Sinodo: omelia dell'Arcivescovo

        Sinodo2Cari Sinodali,

        il Signore ci dia pace.

 

  1. 1.Le motivazioni interiori per cui siamo cristiani si manifestino anche nei gesti esteriori.

    Dio scruta i cuori e riesce a cogliere la bellezza di questa Assemblea ricca di fede, di scelte personali in favore del Vangelo. Qui oggi davvero si raccoglie un popolo molto ricco della Grazia del Signore. È Lui che ci ha aiutato a crescere così come siamo. Abbiamo anche una grande responsabilità. Alle nostre spalle c’è una chiesa intera, ampia e vasta. Ci ha chiamati a dar voce alle centinaia di migliaia di persone che rappresentiamo. Questa liturgia si celebra per chiedere la sapienza e l’umiltà di essere la voce dello Spirito, che guida la sua Chiesa.

  1. 2.Il bene comune prevalga sulle opinioni dei singoli, liberi da mentalità mondana e da interessi personali.

    Entrando davanti al Cristo di Cimabue, in questo luogo dove, nei secoli, si svolsero i Sinodi della Chiesa aretina, abbiamo lasciato fuori vanagloria e visioni di parte. Siete tutti miei consiglieri, perché io possa raccogliere con sentimenti soprannaturali ciò che giova a questa Chiesa diocesana, al bene comune di tutte le persone che vivono tra il Tevere e l’Arno. Insieme, siamo missionari del Vangelo, chiamati ad esprimere con la nostra vita la professione della fede che abbiamo nel cuore, e a renderci testimoni disponibili a far giungere a tutti l’eco dell’esperienza che stiamo vivendo.

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