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Novena della Madonna del Conforto, omelia di don Antonio Corno

Novena della Madonna del conforto, Messa con le parrocchie del Casentino
Omelia del canonico don Antonio Corno parroco di Poppi, Ponte a Poppi, Larniano e Avena +++ Cattedrale di Arezzo, 9 febbraio 2015
Un saluto all’Arcivescovo che ci ha accolto nella Cattedrale, un saluto a tutti i fedeli, specialmente a quelli del Casentino che oggi sono qui ai piedi di Maria.
E’ il grande pellegrinaggio che stiamo compiendo come Diocesi da qualche giorno. Tanti pellegrini ci hanno preceduto nei giorni scorsi, tanti altri seguiranno dopo di noi. Il motivo è identico per tutti. Guardare a  Maria segno di consolazione e di sicura speranza che ci accoglie e ci conforta nel cammino non sempre facile verso il Figlio suo.  Per la profonda ammirazione che ho di quel grande pontefice Paolo VI, recentemente proclamato  beato, inizio questa riflessione ricordando che il 2 febbraio 1974 Paolo VI pubblicò l’esortazione apostolica “Marialis cultus” per il retto ordinamento e sviluppo del culto della Beata Vergine Maria, che conserva ancora oggi una grande vitalità ed è un costante punto di riferimento per le questioni che riguardano la pietà mariana. Al n. 35 dell’esortazione il beato Paolo VI  si esprimeva così:”
«La Vergine Maria è stata sempre proposta dalla Chiesa all'imitazione dei fedeli non precisamente per il tipo di vita che condusse e, tanto meno, per l'ambiente socioculturale in cui essa si svolse, oggi quasi dappertutto superato; ma perché, nella sua condizione concreta di vita, ella aderì totalmente e responsabilmente alla volontà di Dio (Lc 1,38); perché ne accolse la parola e la mise in pratica; perché la sua azione fu animata dalla carità e dallo spirito ai servizio; perché, insomma, fu la prima e la più perfetta seguace di Cristo: il che ha un valore esemplare, universale e permanente»
 La beata Vergine, per il dono e l’ufficio della divina maternità che la unisce col Figlio redentore e per le sue singolari grazie e funzioni, è pure intimamente congiunta con la Chiesa: la Madre di Dio è figura della Chiesa, come già insegnava sant’Ambrogio, nell’ordine cioè della fede, della carità e della perfetta unione con Cristo».  Vergine in ascolto che accoglie la Parola di Dio con fede: così la presenta Paolo VI nella Marialis cultus al n. 17, ricordando s. Agostino: «la beata Maria che partorì credendo, credendo concepì». Il prefazio del battesimo mette in relazione  la maternità e la verginità di Maria  con Chiesa che tramite il Battesimo  dall’acqua e dallo Spirito, genera il popolo sacerdotale e regale.
Le letture proposte ci riportano al Natale del Signore. Il popolo che camminava nelle tenebre vide una grande luce. Isaia vedeva già la grande luce del Messia che avrebbe realizzato le promesse, ma questa luce piena, la luce del meriggio che è il Signore Gesù è preceduta dall’aurora che per noi è la Vergine Maria. Aurora che indica, aurora che proietta, aurora che da una certezza:Dio è fedele, Dio realizza. Ed è sempre una sorpresa, perché la fedeltà di Dio si concretizza in una presenza “Un bambino per noi è nato” un bambino che ha spezzato il bastone dell’aguzzino. E oggi, quanti aguzzini sono presenti, quanti hanno il giogo della schiavitù e che vediamo proposto purtroppo attraverso i mass media. Per questo, invochiamo Maria,  aurora della luce piena, perché eserciti sulla comunità il conforto di cui c’è bisogno.  Questo bambino  che spezza il giogo  è la pace, è il diritto e la giustizia: la vergine figlia di Sion, Maria santissima, lo dona a ciascuno e alla comunità. Accettando il dono, si spezza il giogo dell’ingiustizia e trionfa il servizio e la disponibilità.  Il brano del Vangelo di Luca ci presenta l’imperatore Augusto. Vuole sapere quanto è vasto il suo potere. Si sente il padrone del mondo allora conosciuto. L’esperienza umana oggi non è molto diversa. Tanti si sentono i padroni del mondo e la sete di potere porta solo disastri. Maria parte da un altro punto di vista. L’Angelo l’ha chiamata piena di grazia; Dio l’ha scelta per un servizio grande…Eppure nel Magnificat riconosce e proclama la sua umiltà, e in questo sta la sua grandezza. Noi siamo qui per realizzare ancora la sua profezia del Magnificat “tutte le generazioni mi chiameranno beata”. La beatitudine che certamente ha provato quando ha dato alla luce Gesù e l’ha posto nella mangiatoia; la beatitudine che i pastori hanno provato credendo alle parole dell’Angelo e andando a cercare la gioia annunciata. 
Al termine della Messa al canto delle litanie andremo davanti all’immagine della Madonna. Le litanie sono i titoli onorifici con i quali il popolo cristiano loda Maria, titoli ai quali sono stati aggiunti MADRE DELLA CHIESA – REGINA DELLA FAMIGLIA. Le litanie sono precedute dal santo rosario e il rosario è una ripetizione di Ave Marie. Nell’ave Maria diciamo a Maria:” prega per noi peccatori adesso e nell’ora della nostra morte” Prega adesso, nelle situazioni in cui ci troviamo non sempre facili, brillanti, anche se ci mettiamo la buona volontà. Prega adesso perché sentiamo o Maria il conforto della tua presenza, prega adesso perchè non prevalga lo scoraggiamento e prega per noi nell’ora della nostra morte, perché  in quella situazione avremo più bisogno di essere confortati per compiere il grande passo, dandoci la certezza che troveremo il tuo definitivo conforto e incontreremo la luce radiosa, il tuo Figlio Gesù.

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