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Omelia dell'Arcivescovo per la Domenica delle Palme

on 30 Marzo 2015.

ArcivescovoFratelli e sorelle nel Signore:
Iddio vi dia pace all’inizio di questa Settimana Santa!
1. Accanto a Gesù, nei giorni della sua passione 
Venite saliamo insieme sul monte degli ulivi, incontro a Cristo che oggi ritorna da Betania, dove ha resuscitato il suo amico Lazzaro. Si avvia alla Passione per liberare dalla cattiveria e dalla morte anche te. La morte ti fa paura, come la malattia: ma forse non le conosci ancora. La cattiveria, invece, almeno un po', te la porti dentro: è quella malizia che sciupa i tuoi sentimenti più belli. Non ne avere paura, strappala via da te. Se non hai forza abbastanza, chiedi aiuto a Cristo: questa settimana ti insegna come si fa, se avrai la voglia di seguirlo per le vie di Gerusalemme, nei palazzi del potere dove è ignorato, sulle piazze dove è condannato, nei cortili dove rinnegato, fuori dalle mura dove è inchiodato.
È il Signore del Cielo, ma la via che ha scelto per aiutarti è quella della mansuetudine e dell'umiltà. Così confonderà ancora una volta i superbi e vincerà il tentatore. 
Ci viene incontro, il Signore, sul dorso di un'asina: pago dell'omaggio dei poveri del suo popolo. Come quella volta antica, passato l'orto degli ulivi, attraverso il torrente Cedron, è accolto dai ragazzi. Allora quelli di Gerusalemme. Quest’oggi tutti voi.
2. Accogliamolo con riconoscenza nel santuario della nostra coscienza
Corriamo anche noi con lui che si affretta alla Passione: alla grande fatica che gli costa aiutare tutti noi. Facciamo come i ragazzi che gli andarono incontro. Se ti riesce, stendi al suo passaggio non solo i rami odorosi e festanti degli olivi delle nostre valli, ma la tua persona, in umiltà. Se saprai fare questa adorazione semplice, sta' certo, si accorgerà di te; se lo lascerai salire sopra il crepuscolo del tuo orgoglio, se gli consentirai di entrare nell'ombra delle tue bassezze. Gesù ritorna in mezzo a noi, come amico; viene a sollevarci in alto, verso quella dignità che il creatore ci aveva assegnato e che noi abbiamo sciupato. Viene per aiutarci: non fare finta di non accorgertene! Accogliamolo senza cerimonie esteriori: stendiamo non i nostri mantelli, ma noi stessi vuol dire abbassare il ponte levatoio del nostro castello interiore, perché vi entri. 
Se lo vogliamo possiamo essere il trofeo della sua vittoria: noi che eravamo rossi di vergogna per i nostri peccati, possiamo ridiventare, per sua grazia, come candida lana. Fatti toccare il cuore dalla sua misericordia! Lascia stare la tua pigrizia: vai a confessare le tue colpe e ritorna a far pace con lui, comunicandoti ancora al sacramento del suo Corpo. Queste vittorie interiori non si vedranno dal di fuori: solo tu e Cristo le saprete, ma sono ornamenti ben più apprezzati dal Signore, che le palme che appassiscono col tempo. 
Avviamoci così a celebrare la Pasqua. Ancora quest'anno lo faremo in figura, nel sacramento, in attesa di festeggiare il ritorno del Signore, quando lo vedremo con i nostri occhi - faccia a faccia - e saranno finalmente chiare le cose che ora sono solo adombrate: ci è chiesto di rinnovare i gesti del Vangelo, per aver parte alla salvezza.
Vuoi essere concreto? Vuoi fare la tua parte, per non essere solo spettatore annoiato di fronte alla Passione del Signore, che si è letta or ora in questa Chiesa Cattedrale? Con la fatica della vita di ogni giorno, le amarezze che avrai da patire se vorrai essere coerente, e sofferenze che ti capiteranno, porta anche tu un po' di croce: la croce, purtroppo, è sempre tanto reale e pesante! Se sarai unito con Lui avrai anche tu il diritto di dire: dolce legno, dolce peso, dolci chiodi che ci tengono legati al prezzo del nostro riscatto e ci uniscono al Signore della gloria.
3. Trovati un posto tra i personaggi della passione!
Di fronte alla Passione di Cristo, convertiti: scegli cioè da che parte vuoi stare. Se sei Simone di Cirene, aiuta Cristo: porta anche te un po' la sua croce! Dici che non lo vedi...: quanta gente, forse è anche tra i tuoi vicini, porta un handicap, in silenzio, e ha bisogno del tuo aiuto! Dobbiamo tornare a fare solidarietà attorno ai problemi sociali e alle famiglie che sono costrette a portarne più direttamente la fatica. Non prevalga la politica sui bisogni della gente che sta male: Dio non lo vuole! Guai a chi discute di formule e di astrattezze nei Sinedri e lascia Cristo solo con la sua passione! 
Se sei il ladrone pentito, diventa giusto per amore di Colui che, pur di starti vicino, ha accettato d'essere annoverato tra i malfattori! Smetti di sprecare, di pretendere una vita piena di tutte le comodità, di badare più all'immagine, che alla sostanza delle cose. Ricordati dei poveri! C’è tanta fame anche in questa città: una fame vera e concreta, come quella di chi non ha da mangiare e che ha bisogno anche del tuo mezzo chilo di pasta. Ci sono poi anche malesseri più grandi: l'ingiustizia di alcuni ha provocato tanta disoccupazione sul nostro territorio: non c'è lavoro; non te ne disinteressare! Cerca di fare solidarietà. Forse, chi ha il potere, se saremo tutti solidali, non seguiterà a ignorare i bisogni della nostra gente. Anche Arezzo può rialzarsi e uscire dalla crisi.
Se sei Giuseppe d'Arimatea richiedi il corpo del Crocifisso e tienilo come cosa preziosa per l'espiazione dei peccati del mondo! Fatti carico anche te del peso di certe storie ingiuste e tristissime, che ti svelano la malizia del peccato. Pensa a chi è stato anche recentemente coinvolto, per testimoniare la fede in Cristo, da fatti di inaudita violenza: lasciati interrogare dai fatti! Pensa a chi li ha subiti e a chi li ha provocati e non può ripararli, perchè è troppo tardi. Non te ne lavare le mani, come Pilato, cerca di aiutare gli uni e gli altri, con amore. La cultura dell'effimero, del rischio e della morte va estirpata dai cuori, ancor prima che dalle strade.
Se sei Nicodemo, il notturno adoratore di Dio, trova il coraggio, non già di ungere il suo corpo morto, ma di onorare, con la tua vita, il Signore della vita! Con le tue idee, difendi la vita, schierati per la giustizia, onora che si impegna, correggi chi preferisce la vigliaccheria del silenzio, alla partecipazione alla cosa comune.
Se sei una delle Marie, spargi le tue lacrime per l'innocente che ancora è dileggiato nelle nostre contrade, corri veloce al Sepolcro di Cristo per trovare in Lui aiuto, sii testimone della pietra rovesciata, fatti capace d'udire la voce degli angeli e riconosci il tuo Signore quando ti passerà accanto nel volto dei più poveri del suo popolo! 
Se sei un cristiano della Chiesa di Arezzo, che ascolti oggi l'annunzio della Passione che ti dà il tuo Vescovo, avviati con me alla sequela di Cristo, per poter celebrare con fede e in novità di vita la Pasqua del Signore. 
A voi tutti figli della Chiesa chiedo un aiuto che siete capaci di darmi. Aiutami a far girare la Buona Notizia tra parenti e amici, tra colleghi e conoscenti: passa la Parola! 
È sulle ali delle vostre parole, come su ali di aquile capaci di volare alto, che la Parola del Signore arriverà ancora una volta al cuore di tutti. Questa è la Pasqua, fate festa con me!

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