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Bianchi in Duomo: "Sinodo sia aperto a tutti"

Bianchi"Nel sinodo diocesano tutti i battezzati devono avere facoltà di parola: dal più povero e semplice, al più erudito", perché "nella Chiesa nessuna componente può vantare privilegi, non ci sono cristiani di prima qualità o seconda qualità".

Così, fratel Enzo Bianchi è intervenuto nel Duomo di Arezzo per il secondo incontro di preparazione al sinodo diocesano, sul tema "Il volto evangelico della Chiesa". Si è trattato della prima uscita pubblica del fondatore della comunità di Bose, dopo le sue dimissioni da priore.

"Sinodo significa cammino fatto assieme" e il "camminare insieme" è una particolarità che contraddistingue la Chiesa sin dai suoi albori.

"Il cristianesimo si caratterizza per il primato del fare insieme, della comunità, non c’è spazio per le singolarità", ha sottolineato Bianchi.

Proprio in base a questo principio, un sinodo (dal greco "cammiare insieme) non può che essere collegiale.

"So bene quanto è difficile, può venire a mancare la speranza. Molte persone non parleranno o non prenderanno la parola: ma occorre contenere gli invadenti e incoraggiare i timidi. L'ascolto reciproco può essere faticoso perché siamo diversi, ma occorre perseverare con molta pazienza".

E occorre non temere il confronto: "In un corpo plurale è normale che ci siano tensioni tra i membri. La conflittualità va accettata, non va rimossa. Bisogna avere la maturità di ascoltare anche i conflitti, il confronto non deve fare paura".

Spetterà poi al Vescovo "far sì che la decisione presa sia frutto di un corpo e non una decisione isolalta".

Nel suo intervento Bianchi ha ricordato la centralità della Parola per la Chiesa, ma anche l'esigenza di una Chiesa che prima ancora di portare l'annuncio nel mondo sia essa stessa evangelizzata: "Se una Chiesa non conosce e vive il Vangelo, come può portarlo agli altri" ha scandito in maniera netta Bianchi.

Dall’altra parte, nessun cristiano può sentirsi estraneo alla responsabilità di annunciare, prima con la vita che con le parole.

Perché il cristianesimo riesce a convincere e attrarre solo con comportamenti credibili e coerenti: "La Chiesa dei primi anni si è estesa così facilmente perché aveva una prassi di amore, fraternità che riusciva ad attrarre e affascinare persino i pagani".

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