Stampa
PDF

Mercoledì delle ceneri. Omelia dell'Arcivescovo nella chiesa Cattedrale

on 01 Marzo 2017.

cattedraleFratelli e sorelle nel Signore,
ci è data la Grazia di avviare insieme
il cammino verso la Pasqua!

1. La ricerca della libertà
La nostra esperienza di fede è segnata da un percorso che rende liberi: uscire dall’Egitto antico, camminando, attraverso il deserto, verso la Terra Promessa. Il tempo è il luogo dove si manifesta la pazienza di Dio, che chiede ai suoi figli d’essere un popolo libero, di uomini e di donne alternativi perfino a se stessi, nella capacità di riflettere, nella forza di cambiare il proprio stile di vita, e nella sfida del progresso possibile. Uscire, venir fuori come il pulcino nascente, spaccando il guscio che lo contiene, per cui l’uovo è diventato, nei secoli cristiani, simbolo della Pasqua.
Ci ritroviamo questa sera per farci vicendevolmente coraggio, con la Grazia di Dio, a infrangere le consuetudini, a ridirci la voglia di nuovo, a privilegiare l’élan vital , che ci qualifica sempre più come persona, e ci fa apprezzabili, a Dio, a noi stessi e agli altri.
Ci proponiamo stasera con coraggio la santità come possibile, l’umiltà come strumento, la volontà come risorsa nell’esperienza della Rivelazione, nella pratica dell’ascolto. Dio stesso non si impone, ma si propone; non ci obbliga, ma ci vorrebbe liberi come se stesso, di cui siamo icona nel tempo, figli fin dall’eternità del pensiero, che ci ha identificato nella nostra verità.

2. Un processo creativo
Dall’evangelo raccogliamo una proposta: il μετανοεῖν, cambiare il nostro modo di vedere le cose, è possibile, purché abbiamo voglia di abbattere la superbia con tre utensili, che ci sono offerti in dono: il dominio di sé, il dialogo con Dio, il recupero dell’attenzione verso gli altri.
Nell’esperienza dello shemà, l’ascolto che i profeti di Israele antico insegnarono al popolo di Dio, diventa manifesto che ogni errore, il peccato, trova la sua ragion d’essere nell’interiorità della persona, ancor prima che nella fattualità, nel gesto esteriore che, comunque, se è sbagliato è disumanizzante.
Il peccato è un’occasione perduta, è un danno per la persona, una battuta di arresto nel cammino progettato da chi vuole essere libero, da chi si propone di uscire dai condizionamenti, dalla cultura della mimesi, dalla logica perversa che la pubblicità induce a pensare con la testa degli altri, e a far diventare veri e buoni i comportamenti di massa.
All’inizio del cammino quaresimale, vale la pena interrogarsi, ciascuno per sé, ma anche, come Chiesa aretina, cosa sia giovevole, utile, conveniente, in un parola, virtuoso. Proprio nella logica che all’uomo è possibile tutto e il contrario di tutto, la libertà creaturale consiste nello scegliere e preferire il meglio, cioè ciò che aiuta, quanto giova.

3. Homo lapsus et redemptus
All’inizio del cammino quaresimale, i cercatori di libertà sono chiamati a misurarsi col limite. L’autoconsapevolezza del limite fa apprezzare la Grazia; rendersi conto che anche ciò che, apparentemente, è impossibile, cioè diventare migliori di quello che si è, è operazione sulla quale Dio, che è Padre buono, si fa solidale con i suoi figli.
Il deserto biblico ha molti nomi contemporanei, purché si accetti la logica del sacrificio, cioè di fare a meno del superfluo, e di ricercare non solo l’essenziale, ma il bello della libertà.
Laddove la penitenza recupera il suo significato etimologico, di esser frutto di un pensiero articolato, tradotto nella realtà del vivere, è un’esperienza altamente umanizzante. È anche un’esperienza pasquale, sull’immagine di Cristo in Croce, che, sul calvario, fa morire le ingiustizie del mondo, chiedendo a noi, suoi amici, di seguitare a fare altrettanto, nel tempo e nel luogo dove ci è dato di vivere.
Da bravi cercatori del tesoro, nascosto nel campo della vita, la proposta della kènosis, l’annullamento del male, si ottiene nel recupero del dialogo.
Nella terra di Camaldoli non ci sfuggirà il pensiero benedettino, che la pace si ottiene nelle cinque fortunate successioni del dialogo con Dio, con se stessi, con gli altri, con l’ambiente e con il lavoro, che è l’opera Dei, l’impegno da recuperare, perché, attraverso l’abilità acquisita e la grazia della perseveranza implorata, il mondo cambi in quel difficile parto , preannunziato da Romani 8.
La preghiera è, appunto, questo processo ricco di valenze, che ci fa onnipotenti per Grazia, come Isacco sul Monte Moriah , caricato dal peso delle legna per il sacrificio. Ancor oggi è vero: sul monte sta scritto “Dio provvede ”.
Siamo riuniti in santa assemblea, in questo mercoledì delle Ceneri, per fare ancora esperienza che, se pur siamo cenere , destinati a ritornarvi, almeno in una fase del nostro percorso, la Parola dell’evangelo, con la fede che genera, ci fa capaci di accorgerci degli altri. Il terzo farmaco dell’esperienza quaresimale è, appunto, la carità. Nella pratica della solidale consapevolezza dei bisogni altrui, si fonda il nesso inscindibile tra Eucarestia e Carità.
Quanto l’aquinate chiama farmacum immortalitatis è la verità più profonda dell’Eucarestia stessa, al di là dei riti e delle celebrazioni, in quel recupero del dono, insieme con il corpo di Cristo, offerto per la salvezza altrui, che ci fa assomigliare a Dio benedetto.
Come San Bonaventura insegna a La Verna, l’esperienza pasquale della Croce di Cristo è davvero il legno, che ci fa attraversare il mare rosso delle nostre indecisioni e dei compromessi .
È una Grazia fratelli miei, avviare insieme questo cammino di libertà, che la Chiesa ci ripropone stasera, in Arezzo, per farci consapevoli, che il recupero della nostra dignità di cristiani è possibile e bello.
Secondo l’antico saluto ebraico, ci rivedremo a Gerusalemme: sì, Pasqua è la via di salvezza possibile per tutti gli uomini di buona volontà.

I cookie ci aiutano ad erogare servizi di qualità. Utilizzando i nostri servizi, l'utente accetta le nostre modalità d'uso dei cookie. To find out more about the cookies we use and how to delete them, see our privacy policy.

I accept cookies from this site.

EU Cookie Directive Module Information