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Omelia dell'Arcivescovo nella notte di Pasqua

vescovo-riccardoFratelli e sorelle nella fede:

Vegliare al cospetto di Dio, esprime la volontà di rinnovare la nostra appartenenza al Signore.
Quattro sono i segni che scandiscono la preghiera di questa notte: Il fuoco nuovo, l’ascolto della Parola di Dio, l’acqua del Battesimo e il rinnovamento che ne consegue, l’Eucaristia.

1. La notte dei segni

Il fuoco trasforma ogni cosa, la luce di Cristo illumina le tenebre, anche quelle di questo tempo difficile e incerto; la poesia dell’Annunzio pasquale ci ha fatto gioire: sì, siamo il popolo di Dio.
Già nel IV secolo, nella Chiesa d’Africa si riteneva che “questa notte si considera come facente parte del giorno di domani, che per noi è il giorno del Signore. Ed era opportuno che risorgesse di notte, perché con la sua risurrezione ha rischiarato le nostre tenebre …. Così la nostra stessa pietà mette in risalto questo mistero grande; come la nostra fede, rafforzata dalla sua risurrezione, è già sull'attenti, così anche questa notte, già così piena di luci, sia ancor più luminosa per il nostro vegliare”1
Siamo eredi di cristiani che ci precedettero in questa città. Dalla Città dei Santi ci chiedono di non perdere il nostro coraggio. Le difficoltà del presente non sono più grandi di quelle del passato, perché Dio aiuta chi si impegna con fede: “Facienti quod est in se Deus non denegat gratiam”2. Stiamo vegliando per ricordarci, durante questa notte, madre di tutte le veglie, come la misericordia di Dio ha assistito noi e le nostre famiglie, dall’ultima Pasqua ad oggi.

2. L’ascolto della Parola che salva e libera

Abbiamo sfogliato il libro della vita, ascoltando dalla Bibbia le gesta dei Padri: è come sfogliare l’album delle foto di famiglia. Siamo messi in grado di fare considerazioni utili sul passato e sul presente, con una domanda, di forte sapore ebraico: se il Signore ha aiutato i nostri antenati, perché non dovrebbe aiutare anche noi? Il braccio della misericordia non si è accorciato. Siamo certi che, alla fine, incontreremo faccia a faccia il Signore.
“Shemà Israel”, “Ascolta Israele”3, ci ripete la Sacra Scrittura. Questa Parola cambia ogni persona che la ascolta, produce sempre effetti: dà coraggio.
La meta del nostro cammino nel tempo è la città di Dio: la Santa Gerusalemme del Cielo; ma anche l’impegno in questo mondo per meritarci il riposo dopo la fatica che si fa per provare a cancellare le ingiustizie del mondo. Il cammino da fare è offrire la nostra solidarietà agli abitanti del villaggio globale che è la terra, ma più immediatamente a quanti ci vivono accanto. Farci responsabili e attenti è una scelta cristiana. Questa è la notte per pensare e per capire a che punto siamo nel deserto dell’anima, che dobbiamo attraversare.
La Resurrezione che ci è stata annunziata ci coinvolge: con Gesù ci siamo anche noi. Insegna il vescovo di Ippona: «Pasqua è avvenuta una volta per sempre, ma la solennità annuale la ripete di volta in volta come se sempre fosse la prima»4 La Parola ci insegna che il Signore vede la nostra tribolazione e stende il suo braccio a nostra difesa.
Per tutti c'è misericordia, se solo ci mettiamo in ascolto di Dio e lasciamo che la Sua Parola ci trasformi. L'amore che il Signore ha per noi è più grande del nostro peccato. Questa è la notte in cui ci è offerto il perdono.
Dio è capace di cambiare anche noi: "vi darò un cuore nuovo, metterò dentro di voi uno spirito nuovo, toglierò da voi il cuore di pietra e vi darò un cuore di carne"5. Arezzo cristiana, rinnova stanotte la propria scelta al bivio: la via della fede è a portata di mano e non vogliamo perdere la strada.
Questa notte vogliamo accogliere il duplice Messaggio degli Angeli al Sepolcro: "Non abbiate paura... lo vedrete, come vi ha detto"6.

3. Appartenere al popolo dell’esodo: una Chiesa in uscita.

Il Battesimo è il nostro passaggio attraverso il Mare Rosso. Siamo qui per dirci che vogliamo uscire dalla logica mondana, per far nostra la promessa di Dio. Ecco il Sacramento della Pasqua: otto fratelli nella fede sono qui per ricevere il Battesimo: sette adulti e un ragazzo, tutti presentati alla Chiesa dalle loro comunità parrocchiali, che li attendono con gioia. Un nono adulto non è presente stanotte perché si è gravemente ammalato e riceverà i sacramenti della salvezza nella parrocchia della Ginestra.
Anche noi rinnoveremo gli impegni del nostro Battesimo con i tre "rinunzio" e i tre "credo"7: Rinunzio al peccato, per vivere nella libertà. Rinunzio alle seduzioni del male, per non lasciarmi condizionare dal qualunquismo e dalla superficialità del nostro tempo. Rinunzio alla causa di ogni peccato: la ricerca della santità della vita è l'alternativa. Pasqua è uscire di Chiesa stasera col gusto di provare ancora a vivere da cristiani.
Anch'io, come San Paolo, "so a chi ho creduto"8. Credo in Dio che è Padre buono e provvido. Credo in Gesù Cristo. Faccio come Giovanni che appoggia la testa sul cuore di Cristo9. Per me è morto, per me è risorto; ci ha preceduto, ritornerà: “ Spero nel Signore: i miei occhi vedranno il suo volto”10. Credo nello Spirito Santo, nella potenza di Dio e in tutto quello che anima nel tempo. Rinnovo stanotte la mia disponibilità a lasciarmi plasmare dallo Spirito Creatore, sempre alternativo, che può fare nuovo anche me.

4. Il codice dell’alleanza nuova: l’Eucaristia

"Che cosa renderò al Signore per tutto quello che mi ha dato? Alzerò il calice della benedizione e invocherò il nome del Signore"11.
Nella Messa che stiamo celebrando si rinnova la mia alleanza col Signore e la mia disponibilità ad essere membro della Chiesa.
Questa notte il Signore, offrendoci ancora il Suo Corpo e il Suo Sangue ci ripete, secondo l’insegnamento agostiniano: Mangiate quello che volete diventare12. La Chiesa è il corpo sacramentale di Cristo e noi ne siamo le membra.
Il nostro "Amen" suggella il patto della Alleanza rinnovata stanotte e ci fa passare dalla morte alla vita: davvero “questo è il giorno che ha fatto il Signore: rallegriamoci ed esultiamo”13.
In questa notte santa il Signore ci faccia sperimentare quello che noi crediamo e rinnovi questa Chiesa aretina qui adunata.


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