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Nota di Curia

Archivio-diocesanoIl progetto di riforma degli Istituti superiori di scienze religiose (Issr) – promosso dalla Conferenza episcopale italiana (Cei) su tutto il territorio nazionale e condiviso dai vescovi della Toscana – è l’esito di un lungo e partecipato processo di pieno accreditamento degli Istituti nel panorama culturale e accademico italiano, noto da molto tempo, che, una volta attuato, porterà con sé numerosi benefici sia per gli studenti, sia per i docenti e i ricercatori, sia, infine, per le città e i territori dove sono radicati gli attuali Istituti.

Un percorso – vale la pena di sottolineare – del quale la Diocesi è stata in certo qual modo antesignana, avendo da anni individuato nell’Istituto “Beato Gregorio X” di Arezzo il polo più significativo per la formazione dei laici e per lo studio e la ricerca scientifica, e avendo assicurato nel tempo risorse e competenze altamente qualificate.

La riforma – che per la nostra regione, secondo il disegno della CEI, condurrà a una maggiore integrazione fra i diversi Istituti esistenti – risponde innanzitutto alla logica del riconoscimento civile dei titoli rilasciati (completamento del Processo di Bologna), al fine di una loro “spendibilità” generalizzata, al pari di quelli rilasciati dagli altri istituti universitari, offrendo così ai diplomati più ampie opportunità di impiego.

Inoltre, la riforma valorizzerà le numerose eccellenze presenti nei diversi corsi di studio, come quella in Arte sacra attivata con successo dall’Istituto Superiore “Beato Gregorio X” di Arezzo. E, infatti, il percorso di Arte sacra, che rimarrà interamente ad Arezzo, potrà ora essere offerto, attraverso l’insegnamento a distanza, a tutta la regione Toscana come “risorsa preziosa per rispondere alle sfide dell’evangelizzazione del dialogo con la cultura contemporanea e della formazione di figure laiche e religiose in grado di fermentare la società con il lievito del Vangelo (Comitato Per gli studi Superiori di Teologia e di Scienze Religiose)”.

D’altra parte, almeno per il primo semestre, i corsi continueranno a svolgersi regolarmente con i docenti che hanno in questi anni offerto il loro servizio alla chiesa, nelle sedi tradizionalmente indicate, con modalità più in linea con l’odierno sviluppo tecnologico.

In definitiva, la costituzione di un Istituto superiore di scienze religiose così articolato sarà occasione per tutti per offrire corsi accreditati e spendibili per le diverse professionalità e per conservare sul territorio poli didattici e centri di studio e ricerca scientifica di livello universitario.

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