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III giornata mondiale dei poveri

La Caritas nacque nel 1971, per volere di san Paolo VI e per opera di Giovanni Nervo, come strumento di rinnovamento del Concilio nell’ambito della carità, come ricordò papa Montini in occasione del primo convegno nazionale delle Caritas diocesane, nel 1972,“Una crescita del popolo di Dio nello spirito del Concilio Vaticano II non è concepibile senza una maggior presa di coscienza da parte di tutta la comunità cristiana nei confronti dei bisogni dei suoi membri (…), al di sopra dell’aspetto materiale della attività emerge la sua prevalente funzione pedagogica, il suo aspetto spirituale, che non si misura con cifre e bilanci”. 

Da allora molto tempo è passato e la Caritas è una realtà ben consolidata anche nella nostra Diocesi, impegnata a diffondersi ulteriormente per intercettare i bisogni sempre più crescenti delle persone e per animare alla testimonianza della carità l’intera comunità, come ha  sottolineato il Documento Finale del Sinodo (“a tal fine la Caritas sia presente in tutte le Unità Pastorali ed eventualmente, anche nelle singole parrocchie. L’unità Pastorale deve avere un coordinamento unico delle attività caritative”), consegnato dal segretario generale del Sinodo, Massimo Rossi, al vescovo Riccardo, in occasione della celebrazione della Madonna del Conforto, lo scorso 15 febbraio, alla presenza del cardinal Giovanni Angelo Becciu.

Oggi la Caritas diocesana è attiva in trentanove parrocchie e può contare sull’apporto complessivo di circa cinquecento volontari. 

L’impegno che discende dai lavori sinodali è che in tutte le parrocchie della diocesi (e, certamente, in tutte le Zone Pastorali in cui la diocesi è suddivisa) sia presente la Caritas “non solo come attività operativa, ma come espressione della nostra identità cristiana”, ricorda mons. Giuliano Francioli, direttore della Caritas diocesana.

“L’agire della Caritas, nei quattro decenni passati, ha aperto, ed è chiamata ad aprire ancora strade nuove, ovvero una carità che promuova fraternità, giustizia, collaborazione, responsabilità, partecipazione, difesa di diritti, cura della vita – ancora mons. Francioli. L’operatività della Caritas diocesana, zonale e parrocchiale deve accorgersi dei molteplici bisogni costantemente in crescita: bisogni di tipo materiale, relazionale, di dignità e di precarietà economica”. “Per noi – conclude il direttore della Caritas diocesana – è fondamentale essere presenti nel contesto che si abita, attraverso relazioni costruttive con le realtà pubbliche e private, al fine di programmare azioni di contrasto alle povertà e favorire percorsi educativi e di inclusione sociale”.

E così sabato 16 novembre, alle 9.30 alle 13, all’oratorio di San Leo, le Caritas parrocchialipresenti in diocesi si incontrano in assemblea per confrontarsi, per delineare linee comuni e per rispondere sempre più alla chiamata “di essere strumenti di Dio per la liberazione e la promozione dei poveri, aprendoci all’ascolto e all’accoglienza”, ancora mons. Francioli.

Domenica 17 novembre, giorno in cui la Chiesa ricorda la III Giornata mondiale dei poveri,quest’anno ha per tema La speranza dei poveri non sarà mai delusa. 

“Ogni parrocchia è invitata a celebrare nella preghiera e nella riflessione dell’intera comunità la Giornata che papa Francesco ha voluto per i poveri” – ricorda mons. Francioli. “La battaglia contro la povertà è una priorità ed è necessario rianimare la speranza e restituire fiducia. La speranza si comunica anche attraverso la consolazione, che si attua accompagnando i poveri non in qualche momento carico di entusiasmo, ma con un impegno che continua nel tempo. L’impegno dei cristiani, nella vita ordinaria di ogni giorno, non consiste solo in iniziative di assistenza che, pur lodevoli e necessarie, devono mirare ad accrescere in ognuno l’attenzione piena che è dovuta ad ogni persona che si trova nel disagio”, conclude il direttore della Caritas diocesana.

E per sottolineare questa Giornata anche con un linguaggio diverso, domenica 17 novembre, alle 15.30, al Cinema nuovo di Capolona sarà proiettato il film di animazione La piccola fiammiferaia, con ingresso gratuito.

Un progetto offerto alla Caritas diocesana da un gruppo di giovani per sensibilizzare le persone circa il vasto mondo delle povertà. I temi affrontati nella sceneggiatura riguardano l’alterità, la diversità, la povertà, l’indifferenza con un forte invito finale a porsi domande e a sensibilizzarsi verso un nuovo stile di vita. Attraverso gli occhi della piccola fiammiferaia, lo spettatore viene condotto in una sorta di viaggio difronte ad uno specchio, che riflette la nostra società, con i pregi ma anche con le tante contraddizioni che la caratterizzano.

Un’ulteriore risposta concreta a tutto ciò sarà espresso lunedì 18 novembre con l’apertura del Dormitorio invernale (orario 20.30 – 8.00), in piazza san Domenico, con qualche settimana di anticipo rispetto al passato, e con l’importante novità – condivisa dall’amministrazione comunale – di un nuovo servizio sperimentale di dimora presso i locali della Caritas in via Fonte Veneziana, rivolto ad otto persone che, pur sprovviste di residenza o residenti al di fuori del Comune di Arezzo hanno frequentato stabilmente l’accoglienza invernale e che, ancora oggi, frequentano i diversi servizi di prossimità presenti nel contesto cittadino. 

Questo nuovo servizio, della durata di un anno, avrà la funzione di favorire un percorso di accompagnamento e monitoraggio delle persone inserite con l’attivazione di specifici progetti personalizzati volti all’inclusione sociale delle persone coinvolte.

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